sabato 31 dicembre 2011
LA POLITICA COSA HA FATTO PER FERMARE TUTTO QUESTO..........NIENTE
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CHI LA PIGLIA SEMPRE A QUEL POSTO?
Dieci anni vissuti all'insegna del rialzo dei prezzi. Dall'ingresso dell'euro, nel gennaio 2002, ad oggi la perdita del potere d'acquisto per il ceto medio è stato del 39,7%. Facendo i conti, il Codacons ha stimato che una famiglia di quattro persone, in 10 anni, ha dovuto subire una stangata di circa 10.850 euro. Un fuoco di fila fatto di aumento dei prezzi, rincari delle tariffe, manovre economiche, caro-affitti e caro-carburanti. Sui dieci anni dell'euro il Codacons (Coordinamento delle associazioni a tutela dei diritti dei consumatori) ha elaborato uno studio e stilato una lista di cento prodotti con il prezzo che avevano nel 2001, negli ultimi giorni di vita della lira, tradotto in euro e il costo attuale con la relativa percentuale di aumento. E così, per esempio, al top della classifica per maggiore percentuale di rincaro c'è la penna a sfera con +207,7%, seguita dal tramezzino con +198,7%, dal cono gelato con +159,7%. Aumenti che appaiono vertiginosi per questi prodotti di largo consumo. «Un vero e proprio massacro per le tasche delle famiglie italiane» commenta il Codacons che rivendica di essere stata «la prima associazione che nel gennaio 2002, quando venne introdotto l'euro, denunciò gli aumenti selvaggi e le speculazioni da changeover - spiega il presidente Carlo Rienzi - Allora venimmo accusati di euroscetticismo e di terrorismo mediatico, mentre oggi tutti ci danno ragione, perchè la prova di ciò che è successo è sotto gli occhi di chiunque, a partire dagli stessi commercianti, prime vittime della loro stessa politica suicida». Fra i prodotti che hanno subito i maggiori rialzi di prezzo ci sono anche la confezione di caffè da 250 grammi (+136,5%), il supplì (+123,9%), un chilo di biscotti frollini (+113,3%), la giocata minima del lotto (+92,3%). Ma il salasso non si è fermato, anzi si abbatterà sulle famiglie anche nel 2012 e negli anni successivi, secondo l'associazione che chiede al governo interventi straordinari per tutelare i redditi del ceto medio-basso. In particolare bloccare le tariffe per almeno cinque anni e disporre «il regime di prezzi amministrati sui beni di largo consumo, che risentiranno maggiormente delle variazioni al rialzo dei listini, e che più di tutti incidono sulla spesa del ceto medio-basso
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venerdì 9 dicembre 2011
L'ITALIA CHE NON CONOSCIAMO
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NOTIZIE VARIE
Questi sono i prezzi della benzina al confine tra L'Italia e la Svizzera.
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sabato 19 novembre 2011
IL FALLIMENTO DI UNA POLITICA................
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POLITICA ITALIANA
Siamo arrivati al capolinea. La politica si e' arresa ad un governo tecnico che dovra' cercare di fare quelle riforme che la politica non ha saputo fare o che non ha trovato GLI accordi giusti per farle. Questo stato di fatto ci fa capire che i signori politici se non hanno il proprio tornaconto non approvano nessun provvedimento. Poco importa se quel provvedimento possa salvare posti di lavoro oppure possa far stare meglio il popolo. A priori ci deve essere l'interesse personale altrimenti niente deve essere approvato. A questo punto tutti si sono trovati daccordo a lasciare le responsabilita' di fare le riforme ad un governo tecnico che avendo all'interno non politici non hanno l'assillo del consenso quindi dovrebbero essere lontani da condizionamenti e pronti a far ripartire questo paese reso immobile da furfanti, corrotti e da irresponsabili. Quello che mi preaccupa di piu' a questo punto e:
- se questo governo tecnico riesce a fare le riforne, rimette i conti a posto ecc..ecc. al termine del compito a chi consegnera' il paese?
Qualcuno potrebbe rispondere che si deve andare alle elezioni.
Mi permetto di puntualizzare....Andando alle elezioni dove troviamo il nuovo che ci possa dare la speranza che quello che e' stato fatto dal governo tecnico non venga cancellato in poco tempo?. Credo proprio che all'orizzonte non si vede niente di buono. Personalmente credo che se questo governo tecnico riesca negli intenti che tutti ci aspettiamo alle prossime elezioni andrò a votare facendo capire il mio disappunto su tutta la classe politica.
- se questo governo tecnico riesce a fare le riforne, rimette i conti a posto ecc..ecc. al termine del compito a chi consegnera' il paese?
Qualcuno potrebbe rispondere che si deve andare alle elezioni.
Mi permetto di puntualizzare....Andando alle elezioni dove troviamo il nuovo che ci possa dare la speranza che quello che e' stato fatto dal governo tecnico non venga cancellato in poco tempo?. Credo proprio che all'orizzonte non si vede niente di buono. Personalmente credo che se questo governo tecnico riesca negli intenti che tutti ci aspettiamo alle prossime elezioni andrò a votare facendo capire il mio disappunto su tutta la classe politica.
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venerdì 21 ottobre 2011
I POLITICI CI CHIEDONO ULTERIORI SACRIFICI
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CHI LA PIGLIA SEMPRE A QUEL POSTO?
Come e' noto a tutti i politici ci chiedono ancora sacrifici.
La scusa e' della crisi mondiale e quindi , a loro dire, bisogna riportare i conti a posto.
La cosa buffa è che un po di mesi fà il presidente del consiglio e il ministro delle finanza ci rassicuravano che i conti erano a posto.
Da allora sono state varate 3 manovre per un importo che si avvicina molto ai 100 miliardi di euro.
Chi paghera' questa montagna di soldi? come al solito una buona fetta sara' a carico dei cittadini onesti.
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domenica 18 settembre 2011
SI CHIEDONO SACRIFICI AGLI ITALIANI MA LORO CONTINUANO A SPRECARE DENARO PUBBLICO.
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POLITICA ITALIANA
Continuano a fare finanziarie e a chiedere sacrifici.........poi ti rendi conto che a fare sacrifici sono sempre gli stessi mentre chi li chiede sperpera denaro pubblico senza ritegno. VERGOGNA...........
LEGGI ATTENTAMENTE
Omeopatia, dentista e psicologo tutti i rimborsi per i deputati 12 aprile 2011Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti
l'assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per
cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui
prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza
privata finanziata da Montecitorio. A rendere pubblici questi dati sono
stati i radicali che da tempo svolgono una campagna di trasparenza
denominata Parlamento WikiLeaks.
Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato no
solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per
volontà dell'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i
conviventi more uxorio.
Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10
milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese
odontoiatriche.
Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in ospedali o
strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche
private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per
fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila
euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai
problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familiari.
Per curare i problemi delle vene varicose (voce "sclerosante"), 28mila e
138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche
fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno
chiesto il rimborso all'assistenza integrativa del Parlamento per 153mila
euro di ticket.
Ma non tutti i numeri sull'assistenza sanitaria privata dei deputati,
tuttavia, sono stati desegretati. "Abbiamo chiesto - dice la Bernardini -
quanti e quali importi sono stati spesi nell'ultimo triennio per alcune
prestazioni previste dal 'fondo di solidarietà sanitarià come ad esempio
balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura
(ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l'importo degli interventi per
chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li
hanno voluti dare". Perché queste informazioni restano riservate, non
accessibili?
Cosa c'è da nascondere?
Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: "Il
sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla
Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto
del principio generale dell'accesso agli atti in base al quale la domanda
non può comportare la necessità di un'attività di elaborazione dei dati da
parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire
le informazioni secondo le modalità richieste".
Il partito di Pannella, a questo proposito, è contrario. "Non ritengo -
spiega la deputata Rita Bernardini - che la Camera debba provvedere a dare
una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela
per conto proprio avendo già l'assistenza che hanno tutti i cittadini
italiani.
Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un
privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di
25 mila euro mensili, a farsi un'assicurazione privata. Non si capisce
perché questa 'mutua integrativa la debba pagare la Camera facendola
gestire direttamente dai Questori". "Secondo noi - aggiunge - basterebbe
semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività
dieci milioni di euro all'anno".Mentre a noi tagliano sull'assistenza sanitaria e
sociale è deprimente scoprire che alla casta rimborsano anche massaggi e
chirurgie plastiche private - è il commento del presidente dell'ADICO,
Carlo Garofolini - e sempre nel massimo silenzio di tutti
LEGGI ATTENTAMENTE
Omeopatia, dentista e psicologo tutti i rimborsi per i deputati 12 aprile 2011Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti
l'assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per
cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui
prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza
privata finanziata da Montecitorio. A rendere pubblici questi dati sono
stati i radicali che da tempo svolgono una campagna di trasparenza
denominata Parlamento WikiLeaks.
Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato no
solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per
volontà dell'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i
conviventi more uxorio.
Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10
milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese
odontoiatriche.
Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in ospedali o
strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche
private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per
fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila
euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai
problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familiari.
Per curare i problemi delle vene varicose (voce "sclerosante"), 28mila e
138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche
fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno
chiesto il rimborso all'assistenza integrativa del Parlamento per 153mila
euro di ticket.
Ma non tutti i numeri sull'assistenza sanitaria privata dei deputati,
tuttavia, sono stati desegretati. "Abbiamo chiesto - dice la Bernardini -
quanti e quali importi sono stati spesi nell'ultimo triennio per alcune
prestazioni previste dal 'fondo di solidarietà sanitarià come ad esempio
balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura
(ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l'importo degli interventi per
chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li
hanno voluti dare". Perché queste informazioni restano riservate, non
accessibili?
Cosa c'è da nascondere?
Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: "Il
sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla
Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto
del principio generale dell'accesso agli atti in base al quale la domanda
non può comportare la necessità di un'attività di elaborazione dei dati da
parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire
le informazioni secondo le modalità richieste".
Il partito di Pannella, a questo proposito, è contrario. "Non ritengo -
spiega la deputata Rita Bernardini - che la Camera debba provvedere a dare
una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela
per conto proprio avendo già l'assistenza che hanno tutti i cittadini
italiani.
Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un
privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di
25 mila euro mensili, a farsi un'assicurazione privata. Non si capisce
perché questa 'mutua integrativa la debba pagare la Camera facendola
gestire direttamente dai Questori". "Secondo noi - aggiunge - basterebbe
semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività
dieci milioni di euro all'anno".Mentre a noi tagliano sull'assistenza sanitaria e
sociale è deprimente scoprire che alla casta rimborsano anche massaggi e
chirurgie plastiche private - è il commento del presidente dell'ADICO,
Carlo Garofolini - e sempre nel massimo silenzio di tutti
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mercoledì 7 settembre 2011
SI PUO' FARE MOLTO DI PIU'
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POLITICA SICILIANA
07/09/2011 - Costi politica:assemblea Sicilia taglia buono pasto deputati
L'ufficio di presidenza dell'Assemblea regionale siciliana ha abolito il buono pasto da 9 euro che deputati ed ex parlamentari utilizzavano per pranzare o cenare alla buvette di Palazzo dei Normanni, ha soppresso l'indennita' per l'aggiornamento culturale assegnata agli ex componenti del parlamento che non godevano della pensione (seimila euro l'anno circa) e ha raddoppiato il contributo dovuto dagli onorevoli per finanziare il fondo sanitario e assicurativo. L'ufficio ha accolto le proposte avanzate nei giorni scorsi dal colleggio dei questori dell'Ars che aveva stabilito i nuovi tagli.(ANSA).
L'ufficio di presidenza dell'Assemblea regionale siciliana ha abolito il buono pasto da 9 euro che deputati ed ex parlamentari utilizzavano per pranzare o cenare alla buvette di Palazzo dei Normanni, ha soppresso l'indennita' per l'aggiornamento culturale assegnata agli ex componenti del parlamento che non godevano della pensione (seimila euro l'anno circa) e ha raddoppiato il contributo dovuto dagli onorevoli per finanziare il fondo sanitario e assicurativo. L'ufficio ha accolto le proposte avanzate nei giorni scorsi dal colleggio dei questori dell'Ars che aveva stabilito i nuovi tagli.(ANSA).
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giovedì 21 luglio 2011
E' UNA VITA CHE CI TARTASSANO MENTRE LORO INCASSANO
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POLITICA ITALIANA
TRATTO DAL GIORNALE .IT
- Trombati? Sì ma con il portafoglio bello gonfio. Ora passa all’incasso tutta la schiera di ex parlamentari che, per essere entrati nel Palazzo, hanno diritto a pensioni e liquidazioni d’oro. Un’inchiesta di Panorama, oggi in edicola, fa le pulci ai prossimi ex membri della «casta»: deputati e senatori non rieletti che tuttavia hanno diritto a buonuscite di tutto rispetto. Tutta colpa di una vecchia norma degli anni Ottanta. Con 20 anni di contributi, a prescindere dall’età dell’onorevole, il Parlamento scuce. Per tutta la vita.
- Trombati? Sì ma con il portafoglio bello gonfio. Ora passa all’incasso tutta la schiera di ex parlamentari che, per essere entrati nel Palazzo, hanno diritto a pensioni e liquidazioni d’oro. Un’inchiesta di Panorama, oggi in edicola, fa le pulci ai prossimi ex membri della «casta»: deputati e senatori non rieletti che tuttavia hanno diritto a buonuscite di tutto rispetto. Tutta colpa di una vecchia norma degli anni Ottanta. Con 20 anni di contributi, a prescindere dall’età dell’onorevole, il Parlamento scuce. Per tutta la vita.
Basta essere stati eletti prima del 2001. Ed ecco cosa viene fuori: ci sono i baby pensionati, quelli cioè che all’anagrafe hanno 50 anni o meno ma ne hanno molti di contribuzione (chi non arriva a venti può sempre riscattare i contributi mancanti ndr). Alfonso Pecoraro Scanio, 49 anni, 5 legislature alle spalle, si porterà a casa 8.836 euro lordi al mese. Interpellato, ha ammesso che «sì, è un privilegio ma lo utilizzerò anche per sostenere il volontariato ambientale». Antonio Martusciello (Fi), di anni ne ha 46, di cui 14 passati in Parlamento.
Potrebbe riscattare i restanti per arrivare a 20 e portarsi a casa per tutta la vita 7.959 euro lordi al mese. Pietro Folena, Prc, di anni di contributi ne ha 25: per lui sono garantiti 8.836 euro al mese. E ancora, tutti sotto i 60 anni di età, avranno il vitalizio di 7.959 euro lordi al mese, tra gli altri, Enrico Boselli (Psi), Oliviero Diliberto (Pdci), Ramon Mantovani (Prc) Maurizio Ronconi (Udc), Enrico Nan (Forza Italia), Fulvia Bandoli (Sd). Un po’ meno (6.203 euro) prenderanno Tana de Zulueta (verdi), Salvatore Buglio (Rnp), Gloria Buffo (Sd).
Poi ci sono quelli con la mega liquidazione, che hanno 30 anni di contributi versati e/o riscattabili. Per loro 9.363 euro lordi al mese. Si tratta di Ciriaco De Mita (Rosa bianca), Gerardo Bianco (ex Margherita), Paolo Cirino Pomicino (Dc), Sergio Mattarella (Pd), Vincenzo Visco (Pd), Luciano Violante (Pd) e Valdo Spini (Psi). Il Senato staccherà un assegno di 9.604 euro per Armando Cossutta (Pdci), Egidio Sterpa (Fi), Alfredo Biondi (Fi), Clemente Mastella (Udeur), Willer Bordon (Consumatori) e Edo Ronchi (Pd).
Poi ci sono quelli con la mega liquidazione, che hanno 30 anni di contributi versati e/o riscattabili. Per loro 9.363 euro lordi al mese. Si tratta di Ciriaco De Mita (Rosa bianca), Gerardo Bianco (ex Margherita), Paolo Cirino Pomicino (Dc), Sergio Mattarella (Pd), Vincenzo Visco (Pd), Luciano Violante (Pd) e Valdo Spini (Psi). Il Senato staccherà un assegno di 9.604 euro per Armando Cossutta (Pdci), Egidio Sterpa (Fi), Alfredo Biondi (Fi), Clemente Mastella (Udeur), Willer Bordon (Consumatori) e Edo Ronchi (Pd).
Ma non è finita qui. C’è infatti anche una sorta di trattamento di fine rapporto, che il Senato chiama «assegni di solidarietà». Il tfr di Palazzo Madama e Montecitorio è pari all’80% dello stipendio, moltiplicato per gli anni effettivi di mandato. Una bella sberla, quindi, liquidare Armando Cossutta (Pdci) che si porta a casa 345.744 euro, Clemente Mastella (307.328 euro), Alfredo Biondi (278.516 euro), Angelo Sanza (337.068), Luciano Violante (271.527), Sergio Mattarella e Vincenzo Visco (234.075).
Una montagna di denaro, insomma. Il Senato ha già messo da parte 8 milioni di euro per saldare gli onorevoli. Soldi loro, certo. Ma se in vent’anni un deputato sborsa 241.561 euro e l’aspettativa media di vita è di 78,6 anni, un neopensionato di 50 anni incasserà il vitalizio per 28 anni e mezzo. Gravando sulle casse dello Stato per oltre 2 miliardi di euro.
Cesare Salvi (Sd), alfiere della lotta contro i costi della politica, giura: «Mi sono battuto come un leone per modificare queste norme ma ho constatato un deficit culturale della sinistra su questi temi». E in effetti la riforma del 2007 annulla il riscatto dei contributi; il vitalizio si calcolerà sugli anni effettivi di mandato e le aliquote partiranno dal 20% per una legislatura al 60% per 15 anni e oltre.
PENSIERO PERSONALE:
E' una vita che qusti signori, di destra, di sinistra, di centro, dall'alto dal basso ecc.ecc. tartassano i cittadini senza pieta'. e' una vergogna . Leggere queste cose rattrista veramente e mi umilia profondamente perche' penso a quanto poco stiamo a cuore a questi signori.Se avessero almeno una volta tagliato qualche privilegio forse sarebbero stati un po umani.Che dire....speriamo che un giorno a pancia piena dicano basta.
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NEL 2006 LA SITUAZIONE ERA LA SEGUENTE
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POLITICA ITALIANA
DA IL GIORNALE.IT
Roma - Vanno da un minimo di 3 ad un massimo di 10 mila euro lordi l'anno a seconda degli anni di contribuzione che variano da 5 a 30, riguardano ben 3302 exparlamentari, cioè deputati e senatori: e per i suoi 2005 pensionati Montecitorio spende 127 milioni di euro l'anno a fronte di 9.400.000 entrate e palazzo Madama per i suoi 1297 pensionati ne spende 60 milioni a fronte di 4 milioni di entrate. Sono le pensioni, come rivela il settimale l'Espresso in edicola domani, che ex-parlametari ricevono da Montecitorio e da Palazzo Madama, i cui conti per spesa pensionistica sono davvero critici: nel 2006 il buco sarà di 174 milioni di euro e tutti ovviamente a carico del 'cittadino-contribuentè. A seconda degli anni di contribuzione, si va da un minimo di 5 ad un massimo di 30 anni, incassano un assegno che parte da 3 mila euro lordi mensili per arrivare anche a 10 mila. L'inchiesta rivela i nomi, ma ad eccezione dei circa mille vitalizi di reversibilità erogati a moglie e figli di parlamentari defunti, anche la lista completa dei beneficiari con il periodo di contribuzione e l'importo dell'assegno.
Tra i tanti, il viceministro degli Esteri Ugo Intini, che oltre alla «paga» spettantegli come membro dell'esecutivo, prende un vitalizio di 8 mila 455 euro lordi. Il sindaco di Roma, Walter Veltroni somma lo stipendio di sindaco 5.500 euro netti mensili con il vitalizio di 9000 euro lordi. Altri lo sommano ai redditi da lavoro dipendente come chi è tornato a insegnare, come Marida Bolognesi dell'Ulivo o alla retribuzione di commissario Enac, come Vito Riggio, ex Dc, 150 mila euro lordi l'anno per questo incarico, o alle nomine nelle varie Authority, come Mauro Paissan, 144 mila euro lordi. E, naturalmente, aggiunge l'inchiesta del settimanale, si cumula con tutti i livelli di reddito, anche quelli più ragguardevoli: come Susanna Agnelli con 20 anni di contribuzione riscuote un vitalizio di 8 mila 455 euro al mese o Luciano Benetton che, per 2 anni spesi a Palazzo Madama, incassa una pensione di 3 mila 108 euro lordi.
Niente sacrifici Quanto ai meccanismi di calcolo della pensione, l'inchiesta dell'Espresso rivela come i sacrifici previdenziali non sembrino riguardare i parlamentari. Per i deputati infatti, è in vigore un regolamento approvato con una riforma dall'Ufficio di presidenza nel luglio del 1997 e prevede che gli onorevoli il cui mandato parlamentare sia iniziato successivamente alla XIII legislatura del 1996 hanno il diritto alla pensione al raggiungimento dei 65 anni riducibili a 60 con 2 legislature.
Costi Quanto costa tutto questo ai bilanci di Montecitorio e Palazzo Madama? l'Espresso fa l'esempio di un deputato cessato dal mandato nell'aprile 2006 ed eletto per la prima volta nel '94. Il suo mandato effettivo è di 12 anni, essendosi la XII legislatura ('94-'96) chiusa anticipatamente dopo appena due anni. Ma sommando i contributi versati per riscattare i 3 anni mancanti (36 mila euro) a quelli regolarmente pagati durante il mandato (128 mila euro), l'onorevole neopensionato avrà versato alla fine complessivamente circa 164 mila euro per 15 anni di contribuzione. Un «sacrificio» che gli consente di incassare oggi un assegno mensile di 6 mila 590 euro lordi. Con quali altri vantaggi? Nell'ipotesi che abbia oggi 57 anni e che viva fino a 87, questo deputato incasserà alla fine 2 milioni 372 mila euro a fronte dei 164 mila versati.
Un meccanismo che costerà alla Camera ben 2 milioni 200 mila euro. Questo per un solo deputato. Quanto ai costi complessivi, Montecitorio (dati 2006) ha in carico 2005 pensionati (reversibilità comprese): gli costano 127 milioni di euro a fronte dei 9 milioni 400 mila di entrate relative ai contributi versati dai deputati in carica. Altrettanto critica è la situazione al Senato che con le sue 1.297 pensioni spende ogni anno quasi 60 milioni a fronte dei 4 milioni 800 mila di entrate ricavate dai versamenti dei senatori in servizio. Un'autentica voragine che nel 2006 produrrà un «buco» stimato in 174 milioni di euro. Anche a questi a carico dei cittadini contribuenti. QUINDI NEL 2006 LA SITUAZIONE ERA QUANTO RIPORTATO NELL'ARTICOLO SU ESPOSTO. OGGI COME SARA'?....FIDATEVI MOLTO PEGGIO.........E IO PAGO.....
Tra i tanti, il viceministro degli Esteri Ugo Intini, che oltre alla «paga» spettantegli come membro dell'esecutivo, prende un vitalizio di 8 mila 455 euro lordi. Il sindaco di Roma, Walter Veltroni somma lo stipendio di sindaco 5.500 euro netti mensili con il vitalizio di 9000 euro lordi. Altri lo sommano ai redditi da lavoro dipendente come chi è tornato a insegnare, come Marida Bolognesi dell'Ulivo o alla retribuzione di commissario Enac, come Vito Riggio, ex Dc, 150 mila euro lordi l'anno per questo incarico, o alle nomine nelle varie Authority, come Mauro Paissan, 144 mila euro lordi. E, naturalmente, aggiunge l'inchiesta del settimanale, si cumula con tutti i livelli di reddito, anche quelli più ragguardevoli: come Susanna Agnelli con 20 anni di contribuzione riscuote un vitalizio di 8 mila 455 euro al mese o Luciano Benetton che, per 2 anni spesi a Palazzo Madama, incassa una pensione di 3 mila 108 euro lordi.
Niente sacrifici Quanto ai meccanismi di calcolo della pensione, l'inchiesta dell'Espresso rivela come i sacrifici previdenziali non sembrino riguardare i parlamentari. Per i deputati infatti, è in vigore un regolamento approvato con una riforma dall'Ufficio di presidenza nel luglio del 1997 e prevede che gli onorevoli il cui mandato parlamentare sia iniziato successivamente alla XIII legislatura del 1996 hanno il diritto alla pensione al raggiungimento dei 65 anni riducibili a 60 con 2 legislature.
Costi Quanto costa tutto questo ai bilanci di Montecitorio e Palazzo Madama? l'Espresso fa l'esempio di un deputato cessato dal mandato nell'aprile 2006 ed eletto per la prima volta nel '94. Il suo mandato effettivo è di 12 anni, essendosi la XII legislatura ('94-'96) chiusa anticipatamente dopo appena due anni. Ma sommando i contributi versati per riscattare i 3 anni mancanti (36 mila euro) a quelli regolarmente pagati durante il mandato (128 mila euro), l'onorevole neopensionato avrà versato alla fine complessivamente circa 164 mila euro per 15 anni di contribuzione. Un «sacrificio» che gli consente di incassare oggi un assegno mensile di 6 mila 590 euro lordi. Con quali altri vantaggi? Nell'ipotesi che abbia oggi 57 anni e che viva fino a 87, questo deputato incasserà alla fine 2 milioni 372 mila euro a fronte dei 164 mila versati.
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martedì 12 luglio 2011
FORSE NON TUTTI SANNO.........
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POVERI NOI
Lo sapevate che i nostri 630 deputati con i loro 1109 familiari, pur percependo uno stipendio mensile di 25.000 euro, non pagano il dentista, né il fisioterapista né lo psicoterapeuta? Lo sapevate che dalle carie del nipotino alla protesi mobile dell’onorevole nonno abbiamo finanziato denti per 3 milioni e 92 mila euro? Lo sapevate che esiste un “fondo di solidarietà sanitaria” che prevede, sempre gratuitamente, per questi poveri lavoratori del dito (la maggior parte si guadagna lo stipendio cliccando su un pulsante, e neanche tutti i giorni) perfino la “balneoterapia” (leggi: vacanze al mare) e la elettroscultura (leggi: ginnastica passiva)? Io non lo sapevo. Non sapevo che questo ulteriore sconto per ricchi ci è costato, nel 2010, 10 milioni e 117 mila euro. Avrei voluto continuare a non saperlo.
Come preferirei non sapere che è pratica comune, quando si fa parte della crema della classe dirigente di questo Paese, abitare in lussuosi appartamenti senza pagare l’affitto. Penso che a Roma un posto letto in periferia uno studente fuori sede lo paga anche 800 euro al mese… penso che se hai un problema ai denti e non hai soldi sorridi con la mano davanti alla bocca e ti vergogni. Penso che se hai un problema psichico e non hai soldi te lo tieni e muori un po’ tutti i giorni, mentre in Germania, hai un tot di sedute gratuite e, se il terapeuta dimostra il tuo effettivo bisogno di cure, lo Stato paga per te. Per te cittadino, che non puoi permetterti la spesa, non per te deputato, che potresti benissimo provvedere di persona. Penso che quello è un Paese civile e il nostro meno. Penso che, se fossi una onorevole rappresentante di qualsiasi partito, lo rifiuterei, questo privilegio per privilegiati, non potendolo estendere a tutti i cittadini.
Come preferirei non sapere che è pratica comune, quando si fa parte della crema della classe dirigente di questo Paese, abitare in lussuosi appartamenti senza pagare l’affitto. Penso che a Roma un posto letto in periferia uno studente fuori sede lo paga anche 800 euro al mese… penso che se hai un problema ai denti e non hai soldi sorridi con la mano davanti alla bocca e ti vergogni. Penso che se hai un problema psichico e non hai soldi te lo tieni e muori un po’ tutti i giorni, mentre in Germania, hai un tot di sedute gratuite e, se il terapeuta dimostra il tuo effettivo bisogno di cure, lo Stato paga per te. Per te cittadino, che non puoi permetterti la spesa, non per te deputato, che potresti benissimo provvedere di persona. Penso che quello è un Paese civile e il nostro meno. Penso che, se fossi una onorevole rappresentante di qualsiasi partito, lo rifiuterei, questo privilegio per privilegiati, non potendolo estendere a tutti i cittadini.
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mercoledì 29 giugno 2011
LA CASTA NON MOLLA I PRIVILEGI
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POLITICA ITALIANA
ARTICOLO TRATTO DA LA REPUBBLICA.
Se il ministro Tremonti cadrà ciò sarà dovuto non solo al rigore sulla manovra, ma anche agli annunciati tagli ai costi della politica. La pancia della sua maggioranza non li digerisce. Ora, proprio ieri i 620 parlamentari tedeschi hanno deciso di aumentarsi l’indennità da 7668 a 8252 euro a decorrere dal 1° gennaio 2013. Che differenza con quel che prendono i nostri di Montecitorio, che tra indennità di base (5500 euro), diaria (4000 euro) e il cosiddetto rimborso per il portaborse (4200 euro) arrivano a 13,700 euro! Ai quali vanno aggiunti i 3000 euro annui per le spese telefoniche.
Ora, chiunque sia stato anche una sola volta a Monaco di Baviera sa che il costo della vita in Germania supera sensibilmente quello italiano, e quindi stride ancora di più il fatto che i deputati nostrani viaggino a sbafo su ferrovie, auostrade e aerei, mentre i colleghi tedeschi devono farsi bastare ulteriori 3696 euro per gli spostamenti, l’affitto, l’acquisto di libri e giornali.
La Camera dei deputati, ha raccontato lo scorso 23 giugno su RepubblicaGoffredo De Marchis, costa un miliardo di euro. Ma il vero scandalo è rappresentato dai 1813 ex parlamentari che percepiscono una pensione da 6mila euro in media. In Germania un ministro che ha copiato una tesi di dottorato si dimette sotto l’onda della riprovazione pubblica, da noi la maggioranza berlusconiana sta facendo carte false per salvare domani dall’arresto l’onorevole Alfonso Papa, uomo chiave della P4. Basta leggersi il verbale della giunta per le autorizzazioni per cadere nello sconforto più nero: i bizantinismi di Maurizio Paniz (“siamo sempre stati contrari agli arresti dei parlamentari!”) o del relatore Francesco Paolo Sisto (”fumus persecutionis”) sottolineano che la Casta è più decisa che mai a difendere i suoi privilegi.
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lunedì 27 giugno 2011
QUANDO LA PUBBLICITA' NON DICE LA VERITA'
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NOTIZIE UTILI
Red Bull ti mette le ali? Sarà vero? Oppure....
E' questo il continuo messaggio martellante che ci offre lo spot di questa bevanda;
E' in vendita in tutti i supermercati del nostro paese.
I nostri figli e amici, quando vogliono, la possono provare.. e può essere mortale.
Red Bull fu creata per stimolare il cervello in persone sottoposte a un grande
sforzo fisico e non per essere consumata come bevanda innocente o rinfrescante.
Red Bull è la bevanda che si commercializza a livello mondiale con il suo slogan:
Aumenta la resistenza fisica, facilita la capacita di concentrazione e la velocità
di reazione, da più energia e migliora lo stato d'animo.
Tutto questo lo puoi trovare in una lattina di Red Bull, la bevanda energizzante
del millennio (secondo i suoi proprietari)
Red Bull è riuscita ad arrivare in quasi 100 paesi di tutto il mondo. La marca del
Toro Rosso, ha come principali consumatori i giovani e gli sportivi, (vedi team Formula 1 per esempio) che la usano
per gli stimoli che produce.
STORIA:
Questa bevanda fu creata da Dietrich Mteschitz, un imprenditore di origini
austriache che la scoprì per caso in un viaggio ad Hong Kong, quando lavorava per
un impresa che fabbricava spazzolini da denti.
Il liquido basato su una formula che contiene caffeina e taurina, faceva furore in
questo paese; quindi pensò al successo che questa bevanda avrebbe avuto in Europa,
dove tuttavia non esisteva, e in più vide un opportunità di diventare imprenditore.
PERO' LA VERITA' SU QUESTA BEVANDA E' UN ALTRA!!
In Francia e Danimarca l'hanno appena proibita per essere un cocktail di morte, (fonte EE5610 de la Bibliothèque Nationale de France), dovuto ai suoi componenti di vitamine mischiate a GLUCURONOLACTONE, agente chimico
altamente pericoloso, sviluppato dal Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti,
durante gli anni 60 per stimolare il morale delle truppe mandate in VIETNAM, il
quale era come una droga allucinogena che calmava lo stress della guerra. Però i
suoi effetti nell'organismo furono devastanti, e fu causa di tante emicranie,
tumori celebrali e malattie del fegato che colpirono i soldati che lo consumarono.
E oltre a ciò, nella lattina di Red Bull si leggono i suoi componenti:
GLUCURONALACTONE, catalogato come stimolante. Però quello che NON DICE la lattina
di Red Bull, sono le conseguenze della sua assunzione, che obbligherebbero a
aggiungere una serie di GRAVI AVVERTENZE:
1. E pericoloso berlo se poi non si fa esercizio fisico, visto che la sua funzione
energizzante accelera il ritmo cardiaco e può causare INFARTO FULMINANTE.
2. Può causare EMORRAGIE CEREBRALI, dovute al fatto che Red Bull contiene
componenti che diluiscono il sangue per far si che il cuore lo pompi più
velocemente, e così poter far uno sforzo fisico con meno fatica.
3. E' proibito mischiare la Red Bull con alcolici, perche il risultato è una 'bomba
mortale' che ATTACCA DIRETTAMENTE IL FEGATO, facendo si che la zona colpita non si
rigeneri mai più.
4. Uno dei componenti principali di Red Bull è la vitamina B12, utilizzata in
medicina per recuperare pazienti che si trovano in coma etilico (coma causato dal
consumo di alcool); e per lo stato di eccitazione che si prova dopo averla bevuta,
come se fossi ubriaco, senza aver bevuto nessuna bevanda alcoolica.
5. Il consumo regolare di Red Bull provoca la comparsa possibile di una serie di
malattie nervose e neurologiche irreversibili (non esiste recupero!)
Se leggeste queste indicazioni sulla lattina di una bevanda la berreste mai????
CONCLUSIONE: E' una bevanda che dovrebbe essere proibita nel mondo intero.
Venezuela, Repubblica Dominicana, Puerto Rico e altri paesi dei Caraibi, già stanno
allertando le altre nazioni, soprattutto perchè il miscuglio di questa bevanda con
alcool è una bomba per il corpo umano, principalmente per gli adolescenti ma anche
per adulti.
Questa bevanda si vende nei supermercati e nei negozi del nostro paese quindi non
bevetela e dissuadete gli altri dal berla specialmente i bambini... può essere
MORTALE!!!!
SPARGI LA VOCE soprattutto a chi ha bambini!!!
- Fabrizio Ricotti per Ezio Foderà
Fabrizio Ricotti
Ingegneria di Prodotto e Processo
Selta S.p.a.
Via Emilia , 231
29010 Cadeo (PIACENZA) .
Grazie per il vostro Tempo.

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lunedì 20 giugno 2011
COSA SUCCEDE SE UN PAESE ESCE DALLA ZONA EURO?
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BLOG CAMPO EURO SINTETICO
ARTICOLO TRATTO DAL SITO CUORI IN TEMPESTA
Cosa succederebbe se un paese lasciasse l'euro per tornare alla vecchia moneta? E' bene chiederselo di fronte alla crisi greca che secondo qualcuno farebbe uscire gli ellenici dall'euro.
E' certo che la dracma si svaluterebbe: se il cambio è stato 340 dracme per un euro, si scenderebbe facilmente a 500 o più dracme in cambio di un euro.
Ma con quali effetti sull'economia greca ed europea? Prendete un signore con 10.000 euro di risparmi. Al cambio di 340 dracme equivalgono a 3,4 milioni di dracme. Ma questo signore pensa che la dracma si svaluterà, scendendo a 500 dracme per un euro. Gli conviene quindi prendere i suoi 10.000 euro, metterli sotto il materasso e aspettare la svalutazione: col cambio a 500 i suoi 10.000 euro diventano 5 milioni di dracme.
Un'ottima ragione per ritirare i risparmi in euro o trasferirli in un altro paese e attendere la svalutazione. Si creerebbero lunghe file davanti alle banche greche, qualche disordine e ... il fallimento delle banche.
Il ritiro dei risparmi non farebbe che peggiorare le prospettive per la dracma e quindi aumenterebbe l'incentivo a ritirare i risparmi in euro per poi riconvertirli in dracme dopo che questa ha perso ulteriormente valore.
Tale incentivo renderebbe inutile un'eventuale scelta del governo di chiudere gli sportelli o di decretare nottetempo il passaggio alla vecchia moneta. Ci sarebbe ugualmente la corsa agli sportelli.
Il crollo della dracma poi causerebbe la fuga dei capitali. Niente prestiti al governo, ai consumatori e alle imprese o prestiti solo in monete forti, con conseguenze disastrose: ci sarebbero molti fallimenti, forse anche dello stesso stato. Il debito pubblico salirebbe alle stelle (in dracme), insieme al'inflazione e ai tassi chiesti dalle banche per prestare soldi alle imprese, ai consumatori e allo stato greco, che perciò dovrebbe fare maggiori sacrifici per pagare tassi di interessi più elevati.
Un consumatore che deve 10.000 euro a una banca dovrebbe sempre pagare 10.000 euro, anche se il debito in dracme aumenta (da 3,4 a 5 milioni) per effetto della svalutazione. Il maggior rischio richiederebbe maggiori interessi e provocherebbe una catena di fallimenti. Le banche greche non riuscirebbero a raccogliere dracme nè avrebbero convenienza a tenere una moneta, almeno finchè si svaluta.
La crisi poi travolgerebbe i creditori: i titoli perderebbero gran parte del loro valore, col rischio che le difficoltà di Atene coinvolgano molte banche e imprese europee con partecipazioni in banche e imprese greche e titoli privati e pubblici ellenici.
L'effetto-catena provocato dalla crisi di Lehman Brothers potrebbe replicarsi in Europa, costringendo i governi europei a intervenire per cercare di salvare banche e imprese in difficoltà.
Altre imprese poi si troverebbero in difficoltà perchè a causa della svalutazione della dracma diventerebbe molto difficile esportare in Grecia mentre le imprese greche, almeno quelle sopravvissute, avrebbero il vantaggio di un cambio molto conveniente.
Insomma lo scenario di un'eventuale uscita dall'euro della Grecia o di un paese qualsiasi è drammatico e per questo motivo da evitare a tutti i costi. E' vero che il prezzo da pagare per salvare la Grecia rischia di essere scoraggiante, ma certamente è preferibile a qualsiasi scenario che preveda la fuoriuscita dall'euro, che avrebbe effetti disastrosi e non solo per i greci.
Molto meglio prestare soldi alla Grecia e imporre sacrifici certo non gradevoli, neanche per il resto d'Europa, ma capaci di rimettere in sesto i conti greci.
E non dimentichiamo infine che la ragione per cui è nato l'euro è di favorire gli scambi tra economie fortemente integrate, evitando i rischi e le inefficienze legate alla presenza di cambi variabili. Se si tornasse alle vecchie monete non solo si rinuncerebbe all'obiettivo che gli stati si sono posti con l'euro (ma anche a suo tempo a Bretton Woods o con la creazione dello SME), ma si inietterebbe nel sistema economico un elevato livello di instabilità. L'esatto opposto di quanto desiderato dai governi che hanno scelto di far confluire le loro monete nell'euro.
Non c'è dunque alcuna buona ragione per cui si possa immaginare un ritorno alle vecchie monete da parte soprattutto delle nazioni economicamente più deboli. Sarebbe un suicidio annunciato e si rinnegherebbero le ragioni economiche che hanno unito le monete.
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ATTENTI A QUESTO POLITICO E AI SUOI COMPARI
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PENSIERI PERSONALI
ARTICOLO TRATTO DAL SITO CUORI IN TEMPESTA
C ‘ era un tempo, non troppo lontano, in cui Pier Luigi Bersani si era trasformato nel paladino delle liberalizzazioni, nel teorico del nuovo mercato e della competizione. Tra 2006 e 2008, da ministro dello Sviluppo economico per il secondo governo Prodi, l’attuale segretario del Pd si era esibito, per esempio, in riforme spericolate su banche, farmaci da banco e taxi, non senza polemiche. Più che da ministro, Bersani ha sempre preferito ragionare da amministratore locale, attento cioè agli equilibri (e le esigenze) di tutte le parti in causa. Non solo i cittadini, dunque, ma anche aziende, fossero esse municipalizzate o private. Anche nella rossa Emilia, dove spesso potere politico e potere economico vanno a braccetto, se non addirittura sotto la stessa giacca. E così non deve stupire che nel settembre 2008, ormai ex ministro, il buon Pier Luigi fosse intervenuto a Carpi, un tiro di schioppo da Reggio Emilia, per sostenere la campagna del Pd locale a favore di una privatizzazione un po’ particolare: quella dell’acqua. Ricapitolando: nel 2008 Pd e Bersani favorevoli alla privatizzazione dell’acqua, a Carpi, perché, ricordava il segretario, “un conto sono le infrastrutture, che devono essere pubbliche, e un conto la gestione delle stesse, che possono, anzi devono andare a chi le sa utilizzare al meglio”. E chi le sa utilizzare al meglio, sottolineava Bersani, sono i privati perché “più specializzati”. La posizione non è da poco e infatti aveva creato molti malumori negli attivisti del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, da sempre ultra-sostenitore dell’acqua pubblica. Nel video che potete vedere su LiberoTv, Bersani spiega con eloquio pacato (a tratti soporifero) perché restare legati al passato (cioè al pubblico) sia deleterio.“L’acqua bene comune è un dibattito che è arrivato persino da Porto Alegre, un po’ da terzomondismo, da Teologia della Liberazione. In Brasile hanno il problema dei padroni dell’acqua, che te la danno se vogliono loro. Noi in Italia abbiamo il problema degli acquedotti che perdono metà dell’acqua, che è un altro film”. Così Bersani prende le distanze dai radicali, un po’ freak e un po’ utopisti. E’ un amministratore pane e salame, lui, e non accetta la solita retorica. “L’acqua non è un bene comune, l’acqua è un bene di Dio”, arriva ad esclamare nello sgomento dell’auletta. “Le infrastrutture che la governano, per garanzia, sono di proprietà pubblica. Poi però subentra la questione della gestione. Come faccio a far perdere meno acqua? Che si depuri bene? Che si facciano investimenti sensati? Devo chiamare uno che è capace di fare quel lavoro lì”. L’esempio arriva dalla Francia, dove “due grandissime società, multinazionali che gestiscono l’acqua anche in India (Veolia e Suez, ndr), sono arrivate a specializzazioni eccezionali”. E’ quello, il futuro (anche se poi nel 2010 Parigi ha ristabilito la gestione pubblica dell’acqua). Perché Carpi la rossa deve avere paura di privatizzare l’Aimag, società che gestiva acqua, gas e rifiuti? Il Comune, in fondo, sta facendo “una partnership industriale per rafforzare le nostre gestioni”. Tutto qua, nessuno scandalo dunque. Né macchinazioni o oligarchie dei privati. Un po’ lo stesso atteggiamento di Nichi Vendola, che in Puglia ha basato la sua rielezione a governatore in Puglia sul ritorno alla gestione pubblica dell’acqua e che non ha mai mantenuto la promessa, tenendosi stretta la Spa che gestisce la risorsa primaria e meritandosi da Beppe Grillo la nomea di supercazzolaro. Strano, però, che sia Bersani e il Pd sia Vendola e Sel siano tra i più combattivi sostenitori al sì del 12 e 13 giugno, che vedrà anche due quesiti sull’acqua. Da far tornare pubblica, naturalmente. Piroette che a Pier Luigi e Nichi riescono facili facili, quanto bere un bicchiere d’acqua. QUESTA E LA CATTIVA POLITICA
C ‘ era un tempo, non troppo lontano, in cui Pier Luigi Bersani si era trasformato nel paladino delle liberalizzazioni, nel teorico del nuovo mercato e della competizione. Tra 2006 e 2008, da ministro dello Sviluppo economico per il secondo governo Prodi, l’attuale segretario del Pd si era esibito, per esempio, in riforme spericolate su banche, farmaci da banco e taxi, non senza polemiche. Più che da ministro, Bersani ha sempre preferito ragionare da amministratore locale, attento cioè agli equilibri (e le esigenze) di tutte le parti in causa. Non solo i cittadini, dunque, ma anche aziende, fossero esse municipalizzate o private. Anche nella rossa Emilia, dove spesso potere politico e potere economico vanno a braccetto, se non addirittura sotto la stessa giacca. E così non deve stupire che nel settembre 2008, ormai ex ministro, il buon Pier Luigi fosse intervenuto a Carpi, un tiro di schioppo da Reggio Emilia, per sostenere la campagna del Pd locale a favore di una privatizzazione un po’ particolare: quella dell’acqua. Ricapitolando: nel 2008 Pd e Bersani favorevoli alla privatizzazione dell’acqua, a Carpi, perché, ricordava il segretario, “un conto sono le infrastrutture, che devono essere pubbliche, e un conto la gestione delle stesse, che possono, anzi devono andare a chi le sa utilizzare al meglio”. E chi le sa utilizzare al meglio, sottolineava Bersani, sono i privati perché “più specializzati”. La posizione non è da poco e infatti aveva creato molti malumori negli attivisti del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, da sempre ultra-sostenitore dell’acqua pubblica. Nel video che potete vedere su LiberoTv, Bersani spiega con eloquio pacato (a tratti soporifero) perché restare legati al passato (cioè al pubblico) sia deleterio.“L’acqua bene comune è un dibattito che è arrivato persino da Porto Alegre, un po’ da terzomondismo, da Teologia della Liberazione. In Brasile hanno il problema dei padroni dell’acqua, che te la danno se vogliono loro. Noi in Italia abbiamo il problema degli acquedotti che perdono metà dell’acqua, che è un altro film”. Così Bersani prende le distanze dai radicali, un po’ freak e un po’ utopisti. E’ un amministratore pane e salame, lui, e non accetta la solita retorica. “L’acqua non è un bene comune, l’acqua è un bene di Dio”, arriva ad esclamare nello sgomento dell’auletta. “Le infrastrutture che la governano, per garanzia, sono di proprietà pubblica. Poi però subentra la questione della gestione. Come faccio a far perdere meno acqua? Che si depuri bene? Che si facciano investimenti sensati? Devo chiamare uno che è capace di fare quel lavoro lì”. L’esempio arriva dalla Francia, dove “due grandissime società, multinazionali che gestiscono l’acqua anche in India (Veolia e Suez, ndr), sono arrivate a specializzazioni eccezionali”. E’ quello, il futuro (anche se poi nel 2010 Parigi ha ristabilito la gestione pubblica dell’acqua). Perché Carpi la rossa deve avere paura di privatizzare l’Aimag, società che gestiva acqua, gas e rifiuti? Il Comune, in fondo, sta facendo “una partnership industriale per rafforzare le nostre gestioni”. Tutto qua, nessuno scandalo dunque. Né macchinazioni o oligarchie dei privati. Un po’ lo stesso atteggiamento di Nichi Vendola, che in Puglia ha basato la sua rielezione a governatore in Puglia sul ritorno alla gestione pubblica dell’acqua e che non ha mai mantenuto la promessa, tenendosi stretta la Spa che gestisce la risorsa primaria e meritandosi da Beppe Grillo la nomea di supercazzolaro. Strano, però, che sia Bersani e il Pd sia Vendola e Sel siano tra i più combattivi sostenitori al sì del 12 e 13 giugno, che vedrà anche due quesiti sull’acqua. Da far tornare pubblica, naturalmente. Piroette che a Pier Luigi e Nichi riescono facili facili, quanto bere un bicchiere d’acqua. QUESTA E LA CATTIVA POLITICA
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domenica 19 giugno 2011
QUANDO NON RIESCI A CAPIRE PERCHE' SUCCEDONO CERTE COSE
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PENSIERI PERSONALI
Quando muore una persona che conosci, specialmente giovane, si cerca di capire quale logica ci sia in quella morte. Ci arrovelliamo il cervello ma alla fine non troviamo, secondo il nostro punto di vista, nessuna spiegazione. Vacilla anche la nostra fede perchè volgendo lo sguardo al cielo rivolgiamo a Dio il nostro disappunto. Morire a 24 anni è qualcosa che nessuno accetta. Anche se nel mondo ogni giorno muoiono migliaia di bambini e sulle strede le stragi di innocenti si moltiplicano quando muore qualcuno che conosci vorresti che ci fosse una spiegazione logica. Purtroppo quando arriva la signora in nero la logica finisce e tutti siamo costretti a seguirla.Ciao Tiziana.Sorridevi alla vita ma la vita ad un certo punto ti ha tirato un brutto scherzo. Spero che dall'altra parte tu possa trovare la felicità che in questo mondo non hai avuto il tempo di assaporare.
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